Osservazioni sul progetto “Realizzazione di rotatoria tra la Strada Provinciale 36 di Godi e la Strada Statale 654”

Il progetto è stato presentato come un progetto di “messa in sicurezza” dell’intersezione“. Di seguito le nostre osservazioni sul progetto.

Il tratto urbano denominato “Borgo” costituisce il nucleo storico originario dell’abitato di Ponte dell’Olio e rappresenta tuttora l’elemento strutturante principale del centro storico, configurandosi come asse lineare generatore dell’insediamento sviluppatosi lungo la direttrice di collegamento tra la pianura e l’area appenninica in corrispondenza del torrente Nure; la formazione del Borgo è strettamente connessa alla funzione storica di nodo di attraversamento e di scambio, in cui la presenza della viabilità principale ha determinato un impianto urbano semplice e leggibile, fondato su un unico tracciato longitudinale lungo il quale si è progressivamente organizzato il costruito, senza articolazioni in maglia ma con uno sviluppo continuo e compatto.

Nel corso del tempo tale asse ha consolidato la propria struttura attraverso un’edificazione caratterizzata da fabbricati disposti in aderenza, con fronti continui affacciati direttamente sulla strada e con sviluppo prevalente in altezza, configurando uno spazio urbano definito dalla continuità delle quinte edilizie e dall’assenza di significativi arretramenti; tale assetto, riconducibile ai modelli insediativi dei borghi lineari di fondovalle, evidenzia un rapporto diretto e non mediato tra spazio pubblico e costruito, nel quale la strada assume un ruolo centrale sia sotto il profilo funzionale sia sotto quello percettivo.

All’interno di questo sistema si inseriscono anche elementi di rilevanza collettiva, tra cui la chiesa parrocchiale e altri edifici di interesse pubblico, che pur non interrompendo la continuità dell’impianto contribuiscono a definire gerarchie spaziali e punti di riferimento lungo l’asse urbano, rafforzando il carattere unitario del Borgo quale struttura ordinatrice dell’insediamento; il tessuto edilizio si presenta nel complesso omogeneo sotto il profilo tipologico, con edifici a più piani realizzati con tecniche costruttive tradizionali e materiali tipici del contesto locale, e testimonia una stratificazione storica derivante da successivi interventi di adeguamento, sopraelevazione e trasformazione funzionale che non hanno tuttavia alterato l’impianto originario.

Dal punto di vista morfologico, l’evoluzione dell’abitato può essere ricondotta a una fase iniziale in cui il Borgo costituiva l’unico asse insediativo con edificazione lineare continua, a una fase di consolidamento in cui si sono definite le principali emergenze architettoniche e la densità edilizia, e infine a una fase di espansione novecentesca caratterizzata dallo sviluppo di nuovi comparti esterni all’asse storico, che hanno progressivamente ridotto la centralità funzionale del Borgo senza tuttavia comprometterne il valore identitario e la riconoscibilità urbana.

Sotto il profilo normativo, il Borgo rientra nelle categorie di centro storico o ambito urbano di interesse storico ed è pertanto soggetto alle disposizioni previste dal D.Lgs. 42/2004, dal D.M. 1444/1968 e dalla L.R. Emilia-Romagna 24/2017, le quali impongono la conservazione dei caratteri morfologici e tipologici degli insediamenti storici, il mantenimento dell’impianto urbano originario e il controllo delle trasformazioni edilizie; in particolare, tali norme richiedono la salvaguardia dell’allineamento dei fronti, della continuità edilizia e del rapporto tra edifici e spazio pubblico, nonché il rispetto delle caratteristiche costruttive e dei materiali tradizionali, limitando gli interventi a operazioni di restauro e risanamento conservativo e subordinando eventuali trasformazioni a criteri di compatibilità con il contesto storico.

In coerenza con tali principi, gli strumenti urbanistici comunali, in particolare il regolamento urbanistico edilizio, prevedono specifiche prescrizioni finalizzate a garantire la tutela del Borgo, imponendo vincoli su prospetti, volumetrie e materiali e richiedendo il mantenimento della continuità edilizia e dell’impianto lineare, riconosciuti quali elementi essenziali dell’identità urbana.

Ne consegue che il Borgo deve essere considerato non come una semplice infrastruttura viaria, ma come un sistema urbano unitario di elevato valore storico e morfologico, la cui conservazione rappresenta un obiettivo prioritario ai fini della tutela dell’identità e della memoria storica di Ponte dell’Olio.

Si evidenzia come la Casa del Catechismo e la Chiesa Parrocchiale, collocate in posizione terminale lungo l’asse del Borgo, costituiscano parte integrante e conclusiva della struttura urbana lineare, contribuendo alla definizione spaziale e percettiva del sistema insediativo, come chiaramente documentato dalle immagini allegate che illustrano come si presentava l’ingresso del paese prima e dopo la costruzione della SS654.

Si rileva inoltre come le caratteristiche morfologiche e urbanistiche dell’ambito in esame, corrispondente al tratto terminale del Borgo, siano rimaste pressoché inalterate fino ai giorni nostri, mantenendo la continuità edilizia e il rapporto diretto tra costruito e sede stradale propri dell’impianto originario.

Il nuovo progetto di rotatoria, che prevede l’abbattimento di una porzione significativa dei due edifici terminali per consentire l’adeguamento della SP36 e la realizzazione della nuova infrastruttura viaria, comporterà una trasformazione sostanziale dell’assetto urbano, determinando l’interruzione della continuità lineare del Borgo e la conseguente separazione fisica della Chiesa Parrocchiale e della Casa del Catechismo dal resto del tessuto edilizio. Tale configurazione risulta in contrasto con i principi di tutela dei centri storici sanciti dal D.Lgs. 42/2004, dal D.M. 1444/1968 e dalla L.R. Emilia-Romagna 24/2017, che impongono la conservazione dell’impianto morfologico, della continuità edilizia e delle relazioni spaziali storicamente consolidate.

La discontinuità risulterà inoltre particolarmente evidente sotto il profilo percettivo, in quanto l’attuale sezione della SP36, pari a circa 5–6 metri nel tratto compreso tra la Casa del Catechismo e l’ultimo edificio del Borgo, verrà ampliata fino a una larghezza complessiva di circa 17 metri tra carreggiata e spazi pedonali, determinando una cesura urbanistica netta e irreversibile.

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